Sirmione, il Lago e Manerba | in traghetto e altri 6 chilometri
Riprendi il tuo treno a pedali e inizi a fendere la folla di passanti, sfiorando i fianchi abbondanti delle valchirie germaniche e gli shorts colorati dei ragazzoni biondi arrossati dal sole. Raggiungi l’imbarcadero sul lago che la folla che prima non c’era s’è già assiepata al molo ancora vuoto. Il traghetto non si vede nemmeno all’orizzonte, e qui sulla terra non c’è spazio per appoggiare la bicicletta e sedersi, così ti rassegni a restare in piedi in attesa della partenza.
Il traghetto arriva con puntualità bresciana, e mentre tutti salgono tu resti in coda, per gestire al meglio il carico su tre ruote che monti sulla passerella stretta, occupandone l’intera lunghezza. Leghi il tuo mezzo con corde trovate già pronte alle balaustre, e da lontano te la guardi con gratitudine.

La navigazione tranquilla e lenta sul lago ti rasserena e rinfresca, la gente intorno chiacchiera e scatta fotografie al panorama splendido, e ti sembra di essere in viaggio da una vita e di averne ancora davanti una vita… poi la nostalgia di essere quasi alla fine di comincia a bruciare un po’, come un piccolo dolore che ti colpisce improvviso.

Il traghetto attraversa in tutta larghezza la distanza dalla penisola di Sirmione alla costa ovest, poi costeggia a breve distanza. Riconosci i moli che anni fa, in un’estate con il livello del lago particolarmente basso, riuscivi a raggiungere passando dall’uno all’altro a livello dell’acqua, a piedi lungo la costa rocciosa, un po’ arrampicando e un po’ a guado. Vedi le antiche ville padronali con spiaggia di ciottoli e molo, una strada che scende serpeggiando verso il porto, la cittadina di Garda insinuata nella baia dall’altra parte del lago.
Quando il traghetto si avvicina al porto di Manerba del Garda, e lentamente si accosta per farti scendere, provi di nuovo quella certa nostalgia che ti ha colpito prima. Ma poi ti passa quando sei di nuovo in sella, il carrello che ti segue fedele lungo la scia di silenzio che lasci.

Risali a corone ridotte la ripidissima salita che ti conduce fuori dal porticciolo deserto, e ti ritrovi esposto al sole del pomeriggio di Luglio. Sali verso il paese che conosci così bene, ti senti a casa. Bevi alla fontanella della chiesa, una sorta di rituale prima di prendere la via verso Polpenazze del Garda, in cima alla lenta collina che affronti con il passo ormai spedito del veterano che vanta centottanta chilometri nelle gambe.
Raggiungi la tua casa fra Manerba e Polpenazze alle 16.40, dopo 89,8 chilometri percorsi da Isola della Scala, che ti sembra appartenere ad un altro mondo e che invece hai lasciato solo undici ore prima.
I totali generali del tuo viaggio sono:
Ore di accensione del contachilometri: 17h 49min
Ore passate pedalando: 11h 39min
Distanza totale percorsa: 185,5 chilometri
Massima velocità raggiunta: 43,4 km/h